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NIENTE SCUOLA? LA RISPOSTA SONO I TUTOR: ECCO COME CI SALVERANNO

Mettiamo subito le mani avanti: nessuno sarà bocciato quest’anno. Le decisioni del ministro dell’istruzione Azzolina hanno dato agli studenti italiani e le famiglie questa certezza: "Tutti salvi, ci vediamo a settembre”. Da quando la pandemia è cominciata, il mio lavoro si è spostato a casa, incontro gli studenti in videochiamata, condividiamo il materiale in chat, riempiamo quaderni con pennarelli e li piazziamo davanti alla telecamera. Dalle elementari alle medie, dagli istituti tecnici al liceo la sensazione che arriva è quella del periodo didatticamente e scolasticamente più confuso degli ultimi 20 anni. È il contatto costante con questa incertezza che mi porta a condividere in questo articolo quanto fondamentale sia e sarà il ruolo del tutor in questi e nei prossimi mesi.

Se volessimo usare un paragone, potremmo dire che noi tutor siamo il ponte che accoglie gli studenti bloccati dalla complicata situazione attuale e li trasferisce nel futuro, permettendo loro si superare il fiume di ostacoli che li tiene fermi al punto di partenza. Un ruolo fondamentale dunque, nel quale ogni giorno scegliamo di investire le nostre energie, facendoci carico con entusiasmo della crescita dei nostri ragazzi.

In quale quadro che la figura dei tutor deve inserirsi con l’assoluta necessità? Ci sono tre risposte:

- Lo studio in autonomia viene richiesto a bambini e ragazzi che molte volte non hanno strumenti sufficienti per affrontare gli argomenti richiesti. Personalmente, ho visto richiedere esecuzione di equazioni di secondo grado con parametri a uno studente con DSA, o di comprendere, assimilare e poi ripetere decine di pagine di letteratura e storia inglese in lingua. Dare questi compiti senza un adeguato supporto peggiora la frustrazione e il disinteresse in ambito scolastico. Con il legame interpersonale che si crea tra ragazzi e tutor si possono analizzare argomenti nuovi, comprendendo e assimilando, si trasformano i compiti in apprendimento reale di competenze. 

- La mancanza di uno spazio fisico di scambio come quello della scuola va ad influire sulle capacità di attenzione degli studenti, che molto spesso non basta nemmeno in classe. Le possibilità di distrarsi aumentano moltissimo, e diminuiscono quelle di poter mantenere lo studente concentrato. Così si riduce la comprensione degli argomenti da studiare e su cui esercitarsi, rendendo tutto più difficile. Lincontro col tutor è occasione per lo studente di tornare ad allenare la concentrazione e focalizzarsi sul lavoro, concentrando molto tempo necessario per capire e imparare un nuovo argomento in poche ore di lezione.

- Nell’ottica del “tutti promossi”, molti studenti stanno rallentando il ritmo, rinunciando allo studio e al lavoro in un’ottica del “risparmio delle fatiche”, ma rischiando di compromettere se non quest’anno i prossimi, in cui si ritroveranno senza gli strumenti necessari per il proseguimento del loro percorso scolastico. Il tutor ha modo, stimolando e incuriosendo lo studente sulla base del loro rapporto, di indirizzarlo verso centri d’interesse a lui compatibili, alimentando l’interesse verso l’istruzione.

Capitolo a parte ma altrettanto nero per chi si trova al valico degli esami di terza media e maturità, che non ha indicazioni chiare né la possibilità di spendere ore scolastiche in preparazione alla prova in se, costretto ad una corsa ai programmi rallentata enormemente dalla situazione nazionale ed internazionale. Mai come quest’anno, i ragazzi hanno idee vaghe e disinformate su come si svolgeranno le prove e come prepararsi per esse. In questo senso il tutor diventa integrazione necessaria per capire come affrontare questi passaggi di crescita così importanti e formativi

Se lo studente non va a scuola, la scuola va allo studente, e il tutor è il collegamento tra questi due mondi, colui che rende possibile questo spostamento, in una direzione o nell’altra. Dove l’istruzione pubblica non ha modo di arrivare con i mezzi a disposizione è compito delle famiglie, tramite il lavoro di tutor validi, non permettere ai figli di smarrire la strada, portando nelle loro camere, nelle loro case, figure in grado di proseguire il lavoro che un domani renderà i bambini e i ragazzi uomini, donne, cittadini maturi e consapevoli.

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La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre. (Albert Einstein)